titolo: Halo Wars
piattaforma: Xbox 360
genere: Strategico in Tempo Reale
sito ufficiale: http://www.halowars.com/
sviluppatore: Ensemble Studios
distributore: Microsoft
data di uscita: 27-02-2009
sistema video: PAL
supporto: DVD
L'universo di Halo non ha bisogno di grosse introduzioni dal punto di vista narrativo e in Halo Wars la linea temporale è stata spostata a soli venti anni prima delle vicende narrate nel primo sparatutto di Bungie, proponendo ancora una volta la lotta tra gli umani dell'UNSC e il nemico Covenant, facendo partire le vicende nel momento storico più difficile, quello in cui gli alieni invasori riescono ad avvantaggiarsi e fanno capire quanto difficile sarà battere un avversario così ben organizzato e disposto a impegnarsi sul campo di battaglia per il tempo necessario a vincere. Una trama che farà da sfondo a vicende come sempre utili a giustificare enormi scontri a fuoco e che permetterà lungo la campagna di impersonare solo gli UNSC, lasciando i Covenant selezionabili solo in multiplayer e magari riservandosi di approfondirne il punto di vista nei possibili, futuri contenuti scaricabili.
Come prevedibile, il grosso nodo da sciogliere avvicinandosi al gioco è l'oramai seminale questione relativa all'effettiva possibilità di realizzare uno strategico in tempo reale su console che si giochi senza doversi imparare decine di combinazioni di tasti o perdersi tra infiniti menù. Ensemble Studios pare abbia affrontato il problema partendo da Age of Mythology, creandone una versione modificata e interamente gestita via controller e, verificatane l'efficacia, facendone una solida base di partenza per Halo Wars. Tutto realizzato attorno ai comandi insomma, con una gameplay che per quanto provato offre non pochi chiari, ma anche qualche scuro. Senza tornare sulla solita lista dei controlli a mo' libretto di istruzioni, l'idea è quella di permettere ogni singola azione agendo sui pulsanti al massimo un paio di volte: con un click si muovono e si selezionano le unità, in parte o tutte, e con una seconda pressione si può agire sui grilletti per prendere il controllo di una certa classe, mentre gli attacchi per ogni tipologia di truppa e mezzo, di terra o aria, sono due selezionabili con altrettanti tasti e divisi tra normali e speciali. Quest'ultimo elemento non è banale perché è una citazione, un omaggio, un modo per offrire maggiore profondità se si guarda nella direzione degli utenti esperti di strategia ma anche un richiamo alla giocabilità di Halo e alla sua immediatezza; se si controlla un piccolo gruppo di tre marine in un istante e con lo stesso sforzo si può chiedere di far fuoco con i fucili o lanciare le granate, su una jeep warthog se usare la torretta o caricare gli avversari andandoci a sbattere contro, quei famosi trenta secondi di divertimento ripetuti all'infinito provano a tornare ancora una volta tanto che si ha la sensazione che le situazioni pensate dal team di sviluppo vogliano trascinare in un vortice che inevitabilmente porta ad ammassare le forze per poi comandarle tutte assieme, quasi fossero una sola ed enorme entità composta da tante parti, dotate di abilità diverse ma sempre e comunque da portare avanti insieme. Non un approccio raffinato o complesso come altri prodotti moderni insomma, ma divertente e immediato, ben amalgamato a una fase gestionale altrettanto snella che cresce attorno a una base da cui nascono tutti gli edifici necessari a sfornare i rinforzi, dalla produzione dell'unica risorsa presente - e disponibile anche in piccoli giacimenti sparsi per le mappe ma di minor importanza - alla gestione dei reattori utili a sviluppare la tecnologia, fino agli edifici per la creazione e l'upgrade dei soldati e dei mezzi da mandare in guerra. Il tutto con un numero limitato di slot che non permettono di far crescere all'infinito la propria forza, imponendo di andare a cercare nuovi terreni buoni per costruire o di rubare quelli già occupati dalle strutture nemiche.
L'atmosfera restituita da Halo Wars è davvero fedele alla serie, con ogni singola ambientazione in grado di regalare scorci suggestivi e perfettamente a tema, e le unità ricostruite con attenzione, ben animate e dalla buona quantità di varianti, fedeli agli originali o coerenti nel caso siano inedite. Le musiche non sono più basate sul lavoro di Martin O'Donnel ma per il poco sentito si incastonano bene nell'azione dando i giusti toni a ogni situazione. Tecnicamente spiccano dei filmati in computer grafica davvero belli per realizzazione e regia, mentre lasciano qualche dubbio le texture che ricoprono il terreno, specialmente roccioso, e l'eccessiva sensibilità della telecamera quando si spinge il cursore a bordo mappa per poi spingersi oltre. I menù sono stilisticamente identici a quelli di Halo 3 ma, al momento della prova, non comprendevano l'eccezionale integrazione di tutte le opzioni e le modalità che rendevano quell'interfaccia un capolavoro nel capolavoro. Buona l'interfaccia minimalista, mai invasiva e nel contempo perfettamente chiara.
Il 27 febbraio si potrà finalmente capire quale destino toccherà all'ultima prodezza di Ensemble Studios, il provato è stato complessivamente positivo e tutte le scelte di design sono chiare, aspettando di poterle giudicare lungo tutta la campagna e dopo parecchie ore di multiplayer, con in particolare la prima che riserverà delle sorprese di cui ancora non è possibile parlare per tutti i fan di Master Chief e di Halo!
