Lost Odyssey
Genere: J-RPG RPG
Produttore: Microsoft
Sviluppatore: MistWalker
Sito Ufficiale: http://lostodyssey.jp/
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Data di uscita: 29-02-2008
Prezzo all'uscita: 64,90
Versione: REGION FREE
Produttore: Microsoft
Sviluppatore: MistWalker
Sito Ufficiale: http://lostodyssey.jp/
Lingua: Italiano
Giocatori: 1
Data di uscita: 29-02-2008
Prezzo all'uscita: 64,90
Versione: REGION FREE
Recensione (da Multiplayer.it)
Dopo anni di collaborazione con Squaresoft, Hironobu Sakaguchi ne ha preso le distanze, lui che ha contribuito ad alimentarne il mito, e ha deciso di portare avanti, con i neo fondati Mistwalker, la sua personale visione del gioco di ruolo giapponese. Tutto questo oggi è fruibile sulla piattaforma nextgen Microsoft, beatificato da una localizzazione italiana encomiabile. Sarete pronti per questa odissea?
Sembra un sogno ad occhi aperti, e di sogni ne faremo parecchi lungo l'avventura, poiché questa è la storia di Kain, guerriero immortale con mille anni di ricordi alle spalle, esperienze, combattimenti, amori... Tutto questo però è stato cancellato da un'amnesia "ancestrale", e starà a noi videogiocatori ripercorrere il passato di questo singolare, taciturno personaggio, scaturito dalla matita di Takehiko Inoue. La joint venture di talenti vede coinvolto anche lo scrittore Kiyoshi Shigematsu per la stesura di alcune storie, i sogni appunto, che via via potremo leggere e assaporare. Ci aspetta un mondo decisamente vasto da esplorare, foriero di caratteristiche distintive antitetiche quanto coerenti. Ed è inutile negarlo, si tratta del mondo che tutti abbiamo imparato ad amare nei vari Final Fantasy, sospeso tra epicità e tradizione orientale, tra fascinazione tecnologica e la crudezza medievale delle lame, abbracciato dall'emblema leggendario dei giochi di ruolo, la magia. Insomma, è il mondo di Sakaguchi.
Sembra un sogno ad occhi aperti, e di sogni ne faremo parecchi lungo l'avventura, poiché questa è la storia di Kain, guerriero immortale con mille anni di ricordi alle spalle, esperienze, combattimenti, amori... Tutto questo però è stato cancellato da un'amnesia "ancestrale", e starà a noi videogiocatori ripercorrere il passato di questo singolare, taciturno personaggio, scaturito dalla matita di Takehiko Inoue. La joint venture di talenti vede coinvolto anche lo scrittore Kiyoshi Shigematsu per la stesura di alcune storie, i sogni appunto, che via via potremo leggere e assaporare. Ci aspetta un mondo decisamente vasto da esplorare, foriero di caratteristiche distintive antitetiche quanto coerenti. Ed è inutile negarlo, si tratta del mondo che tutti abbiamo imparato ad amare nei vari Final Fantasy, sospeso tra epicità e tradizione orientale, tra fascinazione tecnologica e la crudezza medievale delle lame, abbracciato dall'emblema leggendario dei giochi di ruolo, la magia. Insomma, è il mondo di Sakaguchi.
Eroe immortale
Ma il fulcro dell'avventura non è solo questo, l'attenzione è concentrata su un distinguo preciso, quello che divide gli esseri comuni, i mortali, da coloro che portano il pesante fardello di un'esistenza senza fine, e ricordi. Proprio come il nostro protagonista Kaim, e non solo lui, visto che nel corso dell' avventura ne incontreremo altri, disponibili a comporre un party quantomeno eclettico. Il giocatore è subito esortato a gestire le due tipologie di personaggi, sfruttando una disposizione sul terreno di battaglia strutturata su due file distinte (wall system). I combattenti collocati nelle retrovie godono di una protezione rappresentata a schermo da una barra, denominata condizione di guardia. Questa è calcolata in base ai punti salute dei personaggi collocati in prima fila. Sta quindi al giocatore impostare una personale strategia che tragga il meglio dalle caratteristiche dei vari componenti del gruppo. Gli immortali non sono in grado di apprendere nuove tecniche, ma possono acquisirle dai mortali con i quali scendono in campo, attraverso un sistema di link nei menu di preparazione. Per contro, prevedibilmente, non possono effettivamente morire una volta azzerati i punti vita, ma rimangono in uno stato di catalessi che si risolve dopo qualche turno, con un lieve recupero di punti vita. E' un sistema semplice e stimolante, che aggiunge un certo spessore strategico al battle system. I combattimenti vengono proposti in modo casuale, senza quindi dare la possibilità al giocatore di individuare nemici sulla mappa. Una scelta abbastanza anacronistica, che riporta ai jrpg di ben dieci anni fa. Fortunatamente non sono troppo frequenti, anche se l'inevitabile interruzione della fase esplorativa porta ad un'esperienza piuttosto frammentaria e potenzialmente frustrante.
La tradizione non si ferma neanche una volta scesi in battaglia, come dimostra la canonica impostazione a turni, scanditi da un visualizzatore che ne stabilisce l'ordine. La scelta, a dir poco nostalgica, di rimanere ancorati al passato non impedisce la volontà di migliorarsi, e Mistwalker lo dimostra con alcuni elementi inediti. A partire dai colpi fisici, che sono stati risolti sfruttando un'intuizione ludica davvero brillante: la pressione prolungata del grilletto destro visualizza un cerchio , quando il personaggio ha equipaggiato un anello, che va a sovrapporsi su quello del target nemico. Rilasciando il tasto nel momento in cui le due figure combaciano, attiveremo una serie di effetti in base all'anello equipaggiato durante l'attacco. In sostanza si tratta di un vero e proprio minigioco, che può avere tre esiti distinti e permettere tre livelli di danno diversi, che scongiura la passività congenità del sistema a turni, e che si dimostra stimolante anche dopo averlo padroneggiato a dovere. I suddetti anelli possono essere assemblati utilizzando una serie di oggetti reperibili durante l'avventura e che vanno a costituire un rudimentale quanto appagante sistema di crafting. Altrettanto efficace e coraggioso si rivela il limitatore dei punti esperienza, che impedisce il livellamento a oltranza dei personaggi rispetto a quello massimo stabilito per la zona d'esplorazione, in modo da garantire una sfida sempre accesa. A beneficiarne maggiormente sono gli scontri con i boss, di elevato spessore tattico, che costringono allo sfruttamento totale delle risorse a nostra disposizione. Ne risulta una giocabilità impegnativa, ma in grado di offrire un'enorme soddisfazione. Per contro viene a mancare il tipico senso d'onnipotenza acquisito dal giocatore ad avventura inoltrata, occorre quindi non perdere mai la concentrazione e pianificare a fondo tutti gli scontri.
Ma il fulcro dell'avventura non è solo questo, l'attenzione è concentrata su un distinguo preciso, quello che divide gli esseri comuni, i mortali, da coloro che portano il pesante fardello di un'esistenza senza fine, e ricordi. Proprio come il nostro protagonista Kaim, e non solo lui, visto che nel corso dell' avventura ne incontreremo altri, disponibili a comporre un party quantomeno eclettico. Il giocatore è subito esortato a gestire le due tipologie di personaggi, sfruttando una disposizione sul terreno di battaglia strutturata su due file distinte (wall system). I combattenti collocati nelle retrovie godono di una protezione rappresentata a schermo da una barra, denominata condizione di guardia. Questa è calcolata in base ai punti salute dei personaggi collocati in prima fila. Sta quindi al giocatore impostare una personale strategia che tragga il meglio dalle caratteristiche dei vari componenti del gruppo. Gli immortali non sono in grado di apprendere nuove tecniche, ma possono acquisirle dai mortali con i quali scendono in campo, attraverso un sistema di link nei menu di preparazione. Per contro, prevedibilmente, non possono effettivamente morire una volta azzerati i punti vita, ma rimangono in uno stato di catalessi che si risolve dopo qualche turno, con un lieve recupero di punti vita. E' un sistema semplice e stimolante, che aggiunge un certo spessore strategico al battle system. I combattimenti vengono proposti in modo casuale, senza quindi dare la possibilità al giocatore di individuare nemici sulla mappa. Una scelta abbastanza anacronistica, che riporta ai jrpg di ben dieci anni fa. Fortunatamente non sono troppo frequenti, anche se l'inevitabile interruzione della fase esplorativa porta ad un'esperienza piuttosto frammentaria e potenzialmente frustrante.
La tradizione non si ferma neanche una volta scesi in battaglia, come dimostra la canonica impostazione a turni, scanditi da un visualizzatore che ne stabilisce l'ordine. La scelta, a dir poco nostalgica, di rimanere ancorati al passato non impedisce la volontà di migliorarsi, e Mistwalker lo dimostra con alcuni elementi inediti. A partire dai colpi fisici, che sono stati risolti sfruttando un'intuizione ludica davvero brillante: la pressione prolungata del grilletto destro visualizza un cerchio , quando il personaggio ha equipaggiato un anello, che va a sovrapporsi su quello del target nemico. Rilasciando il tasto nel momento in cui le due figure combaciano, attiveremo una serie di effetti in base all'anello equipaggiato durante l'attacco. In sostanza si tratta di un vero e proprio minigioco, che può avere tre esiti distinti e permettere tre livelli di danno diversi, che scongiura la passività congenità del sistema a turni, e che si dimostra stimolante anche dopo averlo padroneggiato a dovere. I suddetti anelli possono essere assemblati utilizzando una serie di oggetti reperibili durante l'avventura e che vanno a costituire un rudimentale quanto appagante sistema di crafting. Altrettanto efficace e coraggioso si rivela il limitatore dei punti esperienza, che impedisce il livellamento a oltranza dei personaggi rispetto a quello massimo stabilito per la zona d'esplorazione, in modo da garantire una sfida sempre accesa. A beneficiarne maggiormente sono gli scontri con i boss, di elevato spessore tattico, che costringono allo sfruttamento totale delle risorse a nostra disposizione. Ne risulta una giocabilità impegnativa, ma in grado di offrire un'enorme soddisfazione. Per contro viene a mancare il tipico senso d'onnipotenza acquisito dal giocatore ad avventura inoltrata, occorre quindi non perdere mai la concentrazione e pianificare a fondo tutti gli scontri.
Quattro dvd!
L'epopea di Kaim richiede la bellezza di quattro dvd per esere raccontata, anche attraverso una lunga e spettacolare serie di filmati in computer grafica, proprio come agli albori dei jrpg tridimensionali. La storia è lunga e appassionante, sebbene piuttosto canonica (vengono riproposti tutti i cliché di genere), e viene sviluppata nel perfetto stile Sakaguchi, con ritmi dilatati, lungo un lasso di tempo che si assesta sulle 40 ore solo dedicandosi alla quest principale.
Tecnicamente Mistwalker ha usufruito dell'Unreal Engine per visualizzare scenari evocativi, sia cittadini che naturali, non privi di particolari di pregevole fattura. Rimane, però, la sensazione che l'ambizione del progetto non sempre riesca a conciliarsi con le risorse impiegate. I risultati sono spesso entusiasmanti, altre volte appena passabili, con un quadro complessivo un po' altalenante. Considerazione analoga per il carachter design, non sempre ispirato e coerente, un difetto che si concretizza su alcuni personaggi dalla resa discutibile (Gongora è un esempio perfetto). Per contro abbiamo riscontrato, rispetto alla beta pervenutaci tempo addietro, un significativo miglioramento nei caricamenti, che rimangono ad ogni modo piuttosto frequenti.
La colonna sonora si avvale del mitico compositore Nobuo Uematsu, icona di Final Fantasy, qui nel non facile compito di bissarne l'impatto emotivo. Sakaguchi l'ha voluto fortemente, così come nel precedente Blue Dragon, e i risultati hanno premiato la sua ostinazione. Si tratta probabilmente di una delle sue migliori composizioni,ancora caratterizzata dal tipico eclettismo, in grado di conciliare sonorità rock, d'avanguardia e sinfoniche con rara maestria. Il pregio più grande è quello di mantenere alto lo spirito della concept soundtrack, con l'eccezionale main theme proposto come collante dell'intera avventura. A prescindere dai gusti musicali, è difficile non venire trasportati dalle melodie dell'artista, in grado di valorizzare al meglio le situazioni di grande impatto emotivo allestite dal gioco. Impressionante la quantità di dialoghi parlati, in particolar modo la versione italiana che gode di una completa localizzazione di alta qualità, un valore aggiunto indiscutibile. Preparatevi a riconoscerete molte voci note del doppiaggio, soprattutto nell'ambito degli anime giapponesi!
L'epopea di Kaim richiede la bellezza di quattro dvd per esere raccontata, anche attraverso una lunga e spettacolare serie di filmati in computer grafica, proprio come agli albori dei jrpg tridimensionali. La storia è lunga e appassionante, sebbene piuttosto canonica (vengono riproposti tutti i cliché di genere), e viene sviluppata nel perfetto stile Sakaguchi, con ritmi dilatati, lungo un lasso di tempo che si assesta sulle 40 ore solo dedicandosi alla quest principale.
Tecnicamente Mistwalker ha usufruito dell'Unreal Engine per visualizzare scenari evocativi, sia cittadini che naturali, non privi di particolari di pregevole fattura. Rimane, però, la sensazione che l'ambizione del progetto non sempre riesca a conciliarsi con le risorse impiegate. I risultati sono spesso entusiasmanti, altre volte appena passabili, con un quadro complessivo un po' altalenante. Considerazione analoga per il carachter design, non sempre ispirato e coerente, un difetto che si concretizza su alcuni personaggi dalla resa discutibile (Gongora è un esempio perfetto). Per contro abbiamo riscontrato, rispetto alla beta pervenutaci tempo addietro, un significativo miglioramento nei caricamenti, che rimangono ad ogni modo piuttosto frequenti.
La colonna sonora si avvale del mitico compositore Nobuo Uematsu, icona di Final Fantasy, qui nel non facile compito di bissarne l'impatto emotivo. Sakaguchi l'ha voluto fortemente, così come nel precedente Blue Dragon, e i risultati hanno premiato la sua ostinazione. Si tratta probabilmente di una delle sue migliori composizioni,ancora caratterizzata dal tipico eclettismo, in grado di conciliare sonorità rock, d'avanguardia e sinfoniche con rara maestria. Il pregio più grande è quello di mantenere alto lo spirito della concept soundtrack, con l'eccezionale main theme proposto come collante dell'intera avventura. A prescindere dai gusti musicali, è difficile non venire trasportati dalle melodie dell'artista, in grado di valorizzare al meglio le situazioni di grande impatto emotivo allestite dal gioco. Impressionante la quantità di dialoghi parlati, in particolar modo la versione italiana che gode di una completa localizzazione di alta qualità, un valore aggiunto indiscutibile. Preparatevi a riconoscerete molte voci note del doppiaggio, soprattutto nell'ambito degli anime giapponesi!
Screenshots
Video
TV Spot
[ame="http://www.gametrailers.com/player/30163.html"]Gametrailers.com - Lost Odyssey - Extended TV Spot[/ame]
E3 2007 gameplay
[ame="http://www.gametrailers.com/player/21510.html"]Gametrailers.com - Lost Odyssey - E3 2007 Gameplay Montage[/ame]
TV Spot
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E3 2007 gameplay
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